Ebbene amici canoisti, fa sempre piacere visitare l'alta valle dell'Isonzo, meglio conosciuta come Soca tra i canoisti; e direi che dobbiamo lasciarglielo questo nome slavo visto che gli autoctoni ce lo conservano così com'è: libero, pulito e naturale come dovrebbero essere tutti i fiumi.
Durante la discesa, con un livello basso, abbiamo ammirato le grandi marmitte scavate nella roccia, le spiaggette di sabbia e i bianchissimi ciotoli, e i fondali di stampo "caraibico" col conforto del caldo sole di sabato.
Alla sera cevapcici e vino, e devo dire che la temperatura, dopo l'afa del pomeriggio era ottimale per la cena sotto le stelle, la domenica dopo il rendez-vous con i tre porcellini abbiamo disceso lo stesso tratto ma con la nebbia che dava un aspetto suggestivo al paesaggio e ancor più a queste figure pagaianti incontro all'ignoto....grande pioggia e temporale con fulmini ci hanno accompagnato lungo la discesa costellata da qualche salvataggio perchè lo svezzamento di qualche porcello non è ancora completato o forse perchè gli dei del Soca scagliano onde che al porcellino sono sconosciute ma che imparerà col tempo ad apprezzare.
E' stata una classica Sociàta, è un posto magico e grazie per la compagnia
Leszek, Alessandra, Marek, Fabio, Massimiliano...e a seguire Gibi, Ste e Denis e... amiche.
Mi sono rimesso in canoa, quindi e per giovedì ci sarò, a Falzè preferibilmente.
MAX
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